Lettere e Saluti
26/01/2012
Il disastro della nave da crociera Concordia, pur nella sua drammaticità, si presta a proporsi come calzante quanto tragica metafora del nostro Paese. Ancora una volta l’Italia è stata messa alla berlina agli occhi del mondo intero. Ritornano alla mente le parole di Dante: “Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave senza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di province ma bordello!”. Infatti come non pensare, osservando quel gigantesco relitto inerme, adagiato su un fianco, alla condizione italiana attuale e al suo più recente passato? E quel comandante che in plancia si intrattiene allegramente con una donna; che con assurda leggerezza e disinvoltura porta la propria nave a infrangersi sugli scogli; che minimizza la gravità della situazione temporeggiando e vanificando la prontezza dei soccorsi; che si preoccupa di mettere in salvo se stesso prima che i propri passeggeri, non ricorda inevitabilmente chi ha guidato politicamente l’Italia fino a poco tempo fa portandola al disastro a causa dell’incuria, della negligenza, dell’incompetenza e del tornaconto personale? Dopo il dramma: l’intervento dei “tecnici” per salvare il salvabile, la conta delle vittime e la valutazione dei danni. E noi, spettatori attoniti, non possiamo che sperare che si costruisca una nuova nave da affidare a una guida capace e consapevole della enorme responsabilità del proprio ruolo.
Tonino colaianni
26/01/2012
Vi ricordate di questa nave, giunta sulla scogliera di fronte l'hotel Terminal a Leuca nel novembre del '79?
Il "Lupo di mare" racconta che mentre la trainavano per portarla alla demolizione, la forte mareggiata spezzò le funi di traino tra il rimorchiatore e la nave e quest'ultima andò alla deriva, sbattendo fragorosamente sugli scogli del lungomare leucano. A bordo della nave non vi era, misteriosamente, nessuno, solo topi. Dopo circa due anni fu smontata pezzo per pezzo.
P.S. Se qualcuno ha altre foto della nave, diverse da queste scaricate da "leucaweb", le renda pubbliche.
Mino Lezzi
11/01/2012
Bella la metafora della vita: ho da pochi giorni perso una carta assai preziosa. Ciao zio!!!
Massimiliano Colella
11/01/2012
Se ne su sciuti tanti tanti tasselli de la vita mia: parenti, amici, conoscenti me l'aggiu persi mmenzu la via. No sse pote cridìre quannu ci penzu pe quantu fausu è statu lu destinu, ciuveddi se illude ca sciamu all'infinitu ma mancu ca è tantu curtu stu' camminu. La vita è comu lu "Mercante in fiera": prima te inchi de carte chianu chianu poi rriva la chiamata e tocca scarti finchè no' rresti senza carte mmanu.
Tonino Colaianni
10/01/2012
Ciao Nicolino!!!!
Madda_28
Domenica 8 gennaio 2012.
La Fiorentina ha vinto; un risultato ampio, rotondo. Ma proprio in questo giorno, un suo grande tifoso, invece di esultare è stato costretto ad abbandonare la quotidianità. Mi piace ricordarlo con questa foto, dove la sua grinta, la sua classe, la convinzione con cui spinge la palla verso la meta, non lasciano lontanamente presagire il difficile destino. Ebbene, dopo tante partite vinte questa e persa!
Chiniam la fronte al massimo Fattor.
il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola.
Addio Nicolino.
Mino Lezzi.
11/01/2012
Raffaela Vergine
LO STATO chiede di aumentare l'età delle pensioni perché in EUROPA tutti lo fanno.
NOI CHIEDIAMO
di arrestare tutti i politici corrotti , di allontanare dai pubblici uffici tutti quelli condannati in via definitiva perché in EUROPA tutti lo
fanno, o si dimettono da soli per evitare imbarazzanti figure.
di dimezzare il numero di parlamentari perche' in EUROPA nessun paese ha cosi' tanti politici !!
di diminuire in modo drastico gli stipendi e i privilegi a parlamentari e senatori, perché in EUROPA nessuno guadagna come loro.
di poter esercitare il "mestiere" di politico al massimo per 2 legislature come in EUROPA tutti fanno !!
di mettere un tetto massimo all'importo delle pensioni erogate dallo stato (anche retroattive), max. 5.000, 00 euro al mese di chiunque, politici e non, poiche' in EUROPA nessuno percepisce 15/20 oppure 37.000,00 euro al mese di pensione come avviene in
ITALIA
CARI MINISTRI non ci paragonate alla GERMANIA dove non si pagano le autostrade, i libri di testo per le scuole sono a carico dello stato sino al 18° anno d'eta', il 90 % degli gli asili e nido sono aziendali e gratuiti e non ti chiedono 400/450 euro come gli asili statali italiani !!
IN FRANCIA
le donne possono evitare di andare a lavorare part time per racimolare qualche soldo indispensabile in famiglia e percepiscono dallo stato un assegno di 500,00 euro al mese come casalinghe piu' altri bonus in base al numero di figli .
non pagano le accise sui carburanti delle campagne di napoleone, noi le paghiamo ancora per la guerra d'abissinia!!
NOI CHIEDIAMO A VOI POLITICI
che la smettiate di offendere la nostra intelligenza, il popolo italiano chiude 1 occhio, a volte 2, un orecchio e pure l'altro ma la corda
che state tirando da troppo tempo si sta' spezzando.
Chi semina vento, raccoglie .....tempesta !!!
Politici, amministratori, vip tutti si stanno unendo all’iniziativa lanciata da Senzacolonne contro il taglio dei treni-notte e gli incredibili “scali” (per raggiungere Roma e Milano) decisi da Trenitalia. La battaglia di Senzacolonne contro i soprusi che Trenitalia ha riservato ai cittadini del sud viaggia ora sul sito internet (www.senzacolonne.it). Nel giro di poche ore sono state raggiunte già diverse centinaia di adesioni. Basta solo cliccare nel riquadro e la lettera di protesta arriverà direttamente nella casella postale del Presidente del Consiglio Mario Monti.La Vostra voce corre online e arriva dritta nelle stanze del potere. Ma a questa (la Vostra) oggi si unisce quella dei tanti politici e personaggi noti pugliesi che non ci stanno ad essere tagliati fuori dal resto del Paese. E’ arrivato il momento di ribellarsi alle ingiustizie che emarginano la Puglia (e soprattutto il Salento) dal resto dell’Italia.
Trenitalia, ovvero l’arte dei pazzi: da Brindisi a Roma si passa da Ancona. Per andare a Milano si fa “scalo” a Bologna. Tutto in orari allucinanti e con valigie al seguito. Eppure le tasse si pagano qui come al nord e allora perché i servizi non sono gli stessi. E’ impensabile che un treno-notte preveda un’interruzione che obbliga i passeggeri a salire e scendere a metà del viaggio. Non succede in nessun’altra parte del mondo.
Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne .
Firmate la petizione sul sito del giornale: SENZACOLONNE.IT
Mino Lezzi.
Buon Natale
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore, a chi saluta ancora con un bacio, a chi lavora molto e si diverte di più, a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori, a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne la tele per fare due chiacchiere, a chi è felice il doppio quando fa la metà, a chi si alza presto per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo, a chi vede nero solo quando è buio, a chi non aspetta il Natale per essere migliore...Buon Natale!
BUONE FESTE A TUTTI VOI DA
BARBARA GINO RUBEN YRIS
7 novembre 2011
Gli argini della democrazia Vorrei che un fiume di fango e detriti,come quello che ha colpito la Liguria, travolgesse i nostri governanti, coloro che hanno infangato le coscienze, la dignità, le speranze degli italiani con l\'arroganza di chi si sente forte, con la violenza e la volgarità di chi si ritiene impunibile.Vorrei per una volta vedere nei loro occhi la paura di chi si sente braccato, il terrore di chi sente approssimarsi la fine, come Gheddafi dopo la cattura. Poi, dopo la tempesta, il ritorno della quiete, il lento lavoro di pulizia, la rimozione delle macerie, la ricostruzione, la fiducia nel domani. Vorrei che gli italiani imparassero la lezione di Vico sui \"corsi e ricorsi storici\". E quella di Machiavelli, \"la lezione delle esperienze antique\", il quale indicava come virtù la capacità di prevenire i colpi della Fortuna, paragonata ad un fiume in piena che straripa improvvisamente.Vorrei che gli italiani recuperassero la memoria dei padri della Patria, degli eroi della Resistenza, e con rinnovata coscienza critica costruissero dei solidi argini di democrazia in grado di impedire l\'alluvione di degrado morale, politico e culturale che ha segnato gli ultimi decenni del nostro Paese.
Tonino Colaianni
Roberto Cotroneo nato ad Alessandria da genitori calabresi, trasferitisi in Piemonte negli anni trenta, ha avuto un rapporto "inesistente con la Calabria". Sino a 24 anni ha vissuto nella sua città. Dopo la laurea in filosofia all'università di Torino, la decisione di trasferirsi a Milano. "Volevo fare il giornalista" spiega.
una vocazione giovanile?
"Non lo so, sta di fatto che sognavo di fare questo mestiere sin da ragazzino. Quando sono cresciuto ho iniziato a collaborare con alcune testate locali, in particolare con un bisettimanale. Scrivevo di cose culturali, di critica cinematografica e teatrale"
Una volta a Milano?
"Era il 1983, mi presentai alla redazione dell'Europeo e mi proposi di cololaborare per la culotura. Ci rimasi due anni. Nel 1985 andai all'Espresso dove per un decennio sono stato responsabile delle pagine culturali".
Le piaceva la critica culturale?
"Si, ma devo dire senza infingimenti, che nella mia vita sono riuscito a fare tutto quello che volevo. In generale, mi interessava la letteratura, ero amico di Umberto Eco, con me collaboravano scrittori del rango di Alberto Moravia, giusto per capire l'ambiente".
Lei diventò famoso per le sua stroncature. Perchè ha sotterrato l'ascia di guerra?
"Quelle delle stroncature è un periodo breve della mia vita professionale, tra il 1988 e il 1989. Allora c'erano molte schifezze spacciate come opere letterarie e io picchiavo duro. Comunque, queste cose vanno fatte quando si è giovani".
Adesso non ci sono più schifezze?
"No, ci sono, ma non se ne occupa nessuno. Ed è spiegabile, perchè oggi la letteratura non conta niente e darle addosso sarebbe come sparare sulla Croce Rossa".
Ha ascendenze meridionali, si può dire che nel Salento ha ritrovato le sue radici'
"Penso di si. Mi sono ritrovato nel Sud, ma non nella Calabria dei miei genitori. Era un Sud che stava dentro la mia famiglia, ma mai vissuto fisicamente sino a quando non sono venuto nel Salento".
Ricorda la prima volta?
"Era il 1988 e ci arrivai con la mia ex moglie che era un pò leccese ( dove aveva frequentato il liceo) e un pò tarantina. Capii subito che era un posto che mi piaceva moltissimo, volevo venire e restarci. Così ci sono tornato tante volte, ho cercato di capire questa terra di confine, tanto che ho la presunzione di conoscerla meglio dei salentini.Per questo posso dire che oggi c'è qualcosa che mi lascia fortemente perplesso, anzi, per dirla tutta, che non mi piace"
Vuole spiegarsi?
"Guardi, non mi va l'idea di un Salento omologato. Un Salento-felix da cartolina, quello "lu sule , lu mare , lu jentu ", quello della pizzica a tutti i costi, ovunque e sempre, quello che alcuni registi vogliono rappresentare facendo leva su un improvvisato stereotipo che tradisce la complessità di un territorio che ha una storia antica. Contro stupidaggini e tendenze modaiole, sento di dovermi ribellare, sento di dover ripudiare qualcosa nella quale non mi riconosco più e lo faccio nell'unico modo possibile".
Qual'è?
"Quello di affermare che il Salento è un pezzo della mia vita e lo è ancora, ma bisogna capire che cos'è oggi".
Ce lo dica lei
"Il mio è un Salento privato, non quello descritto da che da Roma ne parla. E' la terra dei Greci, con connotati diversi, ricca di tanti dialetti e di culture, con due mari che si toccano davanti al Santuario di Finibus Terrae quasi a fasciare con amore questo straordinario lembo d'Italia che volge lo sguardo a Oriente. Le differenze sono allo stesso tempo la ricchezza di questa terra e la sua identità più profonda. Tra Casarano e Tricase c'è un abisso, tra Giurdignano e Squinzano è impossibile trovare dei punti di contatto. Gallipoli e Leuca appaiono come due mondi separati e lontani. Quando arrivai qui fui sorpreso da un fatto: a Porto Cesario c'erano decine di pescherie, a Otranto era un problema trovarne un paio. Eppure erano due città di mare . Mi chiesi come mai".
La risposta?
"beh, fu semplice: a Otranto mangi peperoni, lì si sentono e sono più vicini a greci. Porto Cesareo è latra cosa. E vogliamo parlare del cosiddetto tarantismo?".
perchè no.
"Primo, il tarantismo non è solo salentino. Secondo, quel fenomeno nel Salento ha avuto il suo epicentro a Galatina, altri posti non sono stati neanche sfiorati. Allora, perchè fare mercato di quelle che appaiono come autentiche falsità sul piano storico e antropologico? Perchè rappresentare un territorio in modo così banalmente folcloristico. Solo perchè è di moda? Così non siu va molto lontano e i salentini devono capirlo e reagire".
Ma questo salento piace ai turisti. E' un peccato?
"questa terra non ha e non può avere una vocazione turistica in senso lato, quì non ci saranno mai i grandi numeri e poi un turismo di massa, invadente, chiassoso, non porta alcun beneficio, fa solo danni. a ben guardare, quelli che dovevano arrivare sono arrivati, hanno arraffato le masserie disponibili, le hanno pagate ed il gioco è fatto".
E allora?
"Bisogna puntare soprattutto sulla cultura. Capisco bene che è un progetto difficile da costruire e realizzare, ma è l'unico che può durare nel tempo e dare a questa terra quello che veramente merita in termini di opportunità e di sana crescita".
Un tentativo è stato fatto con il Premio salento, ma è durato poco. Perchè?
"E' stata un'esperienza di tre anni, promossa dalla Provincia di Lecce, io sono stato chiamato ad organizzarla. La manifestazione stava crescendo, grazie alla partecipazione di personalità e studiosi come Tabucchi, Ginsburg, Settis, poi la politica fa le sue scelte e bisogna adeguarsi. Ora è rimasto il premio "L'olio della poesia", una bellissima ed originale iniziativa che va difesa e valorizzata".
Il salento è un'inesauribile fonte di ispirazione per le sua fatiche letterarie. Come mai?
"penso che ognuno abbia un luogo mentale da raccontare. E questa terra mi ha dato molto negli anni. Da parte mia ho costruito una politica culturale salentina, attraverso i miei libri, pur venendo da fuori".
"otranto" è il suo romanzo più famoso
"E' stato pubblicato 15 anni fa e ha venduto sinora un milione di copie in tutto il mondo. E' stato tradotto in molte lingue e ogni anno viene ristampato due volte".
Un contributo importante alla conoscenza della terra d'Otranto
"Non devo essere io a dirlo, Quello che penso l'ho già detto, è l'offerta culturale che può creare durature occasioni di sviluppo, non le stupidaggini ossessivamente riproposte ed esibite".
protagonisti salentini anche nel romanzo "questo amore".
"Mi sono ispirato alla vicenda di Anna ed Edo Palmieri. Quando arrivai la prima volta a Lecce conobbi Anna nella sua libreria, un punto di riferimento della vita culturale cittadina. Mi parlò della storia d'amore con edo, un racconto che mi appassionò. Così nacque il romanzo".
Il salento ritorna anche nel suo ultimo libro" E nemmeno un rimpianto". Il segreto di Chet Baker con il grande trombettista scomparso che ricompare proprio dalle nostre parti. un caso?
"Naturalmente no. Nonostante tutto, il salento continua ad ispirarmi e ad essere presente nel mio cuore e nella mia mente".
verrà quest'estate?
" Dopo tantissimi anni, ho deciso di non esserci. Forse è anche un modo per tutelare un rapporto profondo che per nessuna ragione potrà incrinarsi".
claudi_walzl@hotmail.com 27/06/2011
Cara Raffaella, se ti ricordi ci siamo viste quando stavo per dare del cibo ad un branco di cani in piazza a Pescoluse un paio di settimane fa quando tu facevi delle foto alle nuove femmine vistate. Io da parte mia sto scrivendo una lettera che manderó al difensore civico di Lecce ed al Presidente della Puglia, evt. anche al Assessore del Turismo per quello che ho vissuto come turista in Puglia e che è un vero orrore vedere tutti i dannati giorni cani nuovi, cani morti o vagabondi per le strade, cani con malattia e cani senza tetto!!! Ho visto la tua lettera a questo sindaco, quindi la lettera la manderó anche a lui. Nella speranza che prima o poi cambino le cose... Cari saluti e fammi sapere se serve altro aiuto! claudia nb..una mia amica che è in Sicilia altrettanto mi racconta le stesse identiche cose e che la sicilia è l'inferno per tutti i cani e gatti.
Qui ti mando un indirizzo è l\'agriturismo che ci ha accolto con il nostro cane e la proprietaria lavora anche lei per un associazione per gli animali, ci ha raccontato che loro li avevano lo stesso problema, che poi pero si sono uniti in varie persone e hanno potuto insieme cambiare qualcosa. ora controllano periodicamente il canile che prima gestito malissimo. Evt. la potresti chiamara per vedere se potrebber essere d\'aiuto o darti qualche dritta, era molto gentile, cosi magari vi puo aiutare per vedere come si potrebbe fare.. Lei stessa ha vari cani e gatti e lavora di continuo per l\'associazione.. questo è l\'indirizzo del agriturismo. spero che ti possa essere utile scambiare qualche informazione.. Agriturismo Bed and Breakfast: Il cerchio e la botte Contrada santa Cecilia, 36 - FRANCAVILLA AL MARE Telefono: 085 4919089 335 425138 | Web: visita il sito Intanto cari saluti claudia
Raffaela Vergine 11/06/2011
cara Manu andrea e dida più il resto della famiglia sono io che devo ringraziarvi per il gesto di amore e generosità , nonché per l'esempio di civiltà che avete dato. sono anche strafelice che una cagnetta randagia pugliese partecipi ad uno sport agonistico . Mandatemi delle foto perchè possiate essere modello, perchè possiate indurre alla riflessione sia i comuni cittadini ma anche amministratori e politici. Un forte abbraccio e se ritornate chiamatemi pure al 32.... ( num inviato al destinatario)
08/06/2011
non so se Raffaela si ricorda di noi 2007 comune di diso tricase, abbiamo trovato una cucciola di 7 mesi, e tra varie peripezie e permessi del sindaco per adottarla l\'abbiamo portata dal salento a milano, Dida dopo corsi di addestramento e ubbedienza inizia la sua scalata in agility, ora è selezionata nella squadra italiana meticci per i mondiali 2011 che si svolgeranno in olanda, da quel anno la nostra vita è cambiata, dida ci ha donato quello che da soli come coppia non abbiamo mai avuto, ora la famiglia si è allargata dopo dida altre 4 cagnoline sono arrivate e tutte fanno agility cerchiamo di dare a tutte il massimo siamo sempre con loro mare lago gare viviamo per loro, se non avessimo adottato dida grazie a raffaela chissà ora... non è stato facile ma se dovessimo tornare indietro è mille volte si. lei ha ancora tanta paura di essere abbandonata è fobica su questo, e se andiamo in giro e dormiano in albergo lei dorme nel suo trasportinino o nel letto attaccatissima ha paura di essere riabbandonata, cosa ha passato prima di noi nessuno lo sa, ma speriamo che quello che le diamo tutti i giorni basti a sopperire quel trauma e quelle ferine nel cuore. non abbandonate i cani c\'è sempre un altra scelta sempre provateci ma non traditeli non fateli soffrire... un giorno se torneremo nel salento adotteremo un altra cucciola perchè anche se è uno su mille sarà sempre meglio che nessuno. grazie raffaela di cuore. manu andrea dida tekyla emily ice cream e blue.
L'Italia
mercoledì 16 marzo 2011 10.04Dio, creando l'Italia, sorrise sovr'essa e le assegnò per confine le due più sublimi cose ch'Ei ponesse in Europa, simboli dell'Eterna Forza e dell'Eterno Moto: le Alpi e i Mari.
Dalla cerchia immensa delle Alpi, simile alla colonna vertebrale che costituisce l'unità della forma umana, scende una catena mirabile di continue giogaie che si stende sin dove il mare le bagna, e più oltre nella divelta Sicilia. E il mare la recinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque le Alpi non la recingono, quel mare che i padri dei padri chiamavano Mare nostro.
E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa Sicilia, Sardegna ed altre minori isole, dove natura di suolo e ossatura di monti e palpito d'animo parlan d'Italia.
Giuseppe Mazzini.
mercoledì 16 marzo 2011 10.04
Mino Lezzi
La Società Agricolo-Operaia di Mutuo Soccorso
Oggi vorrei segnalare un piccolo ritrovo che è stato istituito molti anni fa ed è aperto presso l’attuale plesso della Società Agricolo-Operaia di Mutuo Soccorso di Salve.
La cosa mi ha incuriosito perché e da quando son bambino mi piace vedere queste persone adulte che ogni sera si ritrovano seduti a sfidarsi in delle partite a carte molto estenuanti perché a quanto pare ogni giocatore nasconde delle tattiche che si porta dietro sin da quando era giovane.Parlando con alcuni personaggi storici mi riferivano che questo ritrovo è aperto a tutti i soci, l’importante e che si rispettano le regole e la buona educazione che si tramanda da generazione in generazione, - questo è quello che ci ha detto Pasquale De Giorgi attuale responsabile della sala ricreativa. Le finalità del ritrovo sono quelle di favorire la solidarietà, l’avvicinamento, la socializzazione tra le persone che frequentano questa struttura per quanto possa portare beneficio agli associati, - ci fa eco il Presidente, Nicola Ricciato, che conclude dicendo, - di cose ne abbiamo fatte tante e l´adesione dei soci è andata continuamente aumentando. Quando si presentano poi manifestazioni o ricorrenze nel corso dei mesi nessuno mai si è tirato indietro nel prenderne parte, anzi la partecipazione è stata sempre ampia ed estesa a tutti.
La Società Agricolo-Operaia di Mutuo Soccorso collabora attivamente con tutte le istituzioni presenti sul territorio e con tutte le altre associazioni presenti sul territorio, non dimentichiamo che essa e la più antica associazione esistente a Salve. Quindi lunga vita alla Società Agricolo-Operaia di Mutuo Soccorso e grazie per averci concesso qualche momento di riflessione.
Antonio Ricciato
Binario
Non solo una vecchia canzone di Claudio Villa, ma anche l'allegorico cammino di una società che procede su due rotaie separate ma parallele ed interdipendenti che si autosostengono. Una sola rotaia non ha senso né consente il proseguire di quel cammino se non esiste anche la seconda rotaia. Può succedere che per un certo periodo una rotaia superi l'altra, ma non può proseguire da sola, prima o poi bisogna attendere che anche quella rimasta indietro raggiunga la stessa altezza della prima altrimenti non c'è possibilità per la società di continuare il suo cammino. E se io mi pongo al centro del binario e guardo lontano, vedo le due rotaie che proseguono all'infinito e sembra che alla fine convergano in un solo punto: il futuro. Ecco: su una rotaia corre il progresso economico che risponde alle esigenze di ciascun cittadino alla continua ricerca del benessere individuale; sull'altra rotaia corre il progresso civile che risponde alle esigenze di un intero POPOLO,al suo bisogno di DEMOCRAZIA e di SOVRANITA'. Le società che meno sanno rispondere ai bisogni individuali dei singoli sono quelle società più arretrate anche sul piano della civiltà . Chi non ha pane con cui sfamarsi, difficilmente si lamenterà di non avere libertà di espressione, chi rischia di essere licenziato per crisi dell'azienda ed ha figli da mantenere, difficilmente ingaggerà una battaglia sindacale per migliorare le condizioni di lavoro, mentre una società che ha saputo rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini con una situazione di benessere diffuso, potrà lottare anche per garantire una pluralità nell'informazione, potrà impegnarsi in una partecipazione più attiva nella vita politica, potrà pretendere una giustizia più giusta. Da quando c'è Berlusconi al governo, la rotaia dell'economia e quella del progresso civile hanno perso pezzi assai importanti e non possiamo neppure consolarci dicendo: va bene, è vero che non è scontata la pluralità dell'informazione televisiva, ma i precari della scuola sono stati salvati, è vero che c'è tanta corruzione, ma gli operai hanno conservato il loro posto di lavoro! Né possiamo dire: va bene, è vero che gli operai hanno perso il loro posto di lavoro, ma la corruzione è stata sconfitta,è vero che i precari sono rimasti tutti a casa, ma la pluralità d'informazione è una condizione scontata e fuori discussione!!! Il dramma è che non si salva né una rotaia né l'altra. E' vero, al popolo italiano importa molto più sapere se ognuno di noi può contare su un futuro, se e come si può superare questa crisi, se e quando i precari cesseranno di essere tali; ma non possiamo cancellare secoli di lotte che ci hanno portato a non essere più servi della gleba, il feudalesimo è pericolosamente in agguato in questo paese e se si tende a riconoscere che la legge è uguale per tutti tranne che per uno , che la legalità non è un sole che splende sul cielo del nostro paese ma è solo un lumicino lontano lontano , il primo passo INDIETRO nella cammino della democrazia è fatto! Perciò ogni forma di lotta finalizzata alla difesa del futuro di ciascuno di noi è sacrosanta; altrettanto lo è la lotta in difesa della democrazia. Chi ci rappresenta ha l'obbligo di favorire la felicità individuale programmando una politica economica fatta di opportunità per tutti, ma ha il dovere di garantire anche il cammino del popolo dove giustizia, legalità, cultura,solidarietà,non siano solo delle parole vuote, ma siano il veicolo di scelte e di contenuti che fanno di una popolazione un POPOLO. Nel nostro paese manca l'armonia, è come un'orchestra che strimpella senza uno spartito ma soprattutto senza un direttore d'orchestra responsabile e capace e serio.
Claudia De Blasi
GUSTAV LE BON (1841-1931), Etnologo e psicologo (fu uno dei fondatori della "Psicologia sociale") nato in Francia a Nogent-Le Retrou, fu il primo psicologo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle e controllarle. Per questa ragione le sue opere vennero lette e attentamente studiate dai dittatori totalitari del novecento, i quali basarono il proprio potere sulla capacità di controllare e manipolare le masse.
In effetti, gli scritti di Le Bon - in particolare Psicologia delle Folle edita nel 1895 - erano una vera e propria miniera d'oro per chi voleva comprendere il comportamento della massa, il nuovo soggetto che si affacciava sulla scena politica negli ultimi decenni dell'ottocento e che avrebbe dominato tale scena nel novecento. La nascita della massa, intesa come "grande quantità indistinta di persone che agisce in maniera uniforme" che iniziò a prendere forma sul finire del XIX secolo.
Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l'opera di Le Bon e l'uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura sembra ispirato direttamente dai suoi consigli; ma anche Mussolini fu un fervido ammiratore dell'opera dello psicologo francese. "Ho letto tutta l'opera di Le Bon - diceva Mussolini- e non so quante volte abbia riletto la sua "Psicologia delle folle" E' un opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno". La leggerezza di certi discorsi fatti da questi dittatori (alcuni li leggeremo nel penultimo capitolo "Le folle elettorali") che hanno esercitato un'influenza enorme sulle folle, talvolta stupisce alla lettura; ma si dimentica che essi furono fatti per trascinare le folle, e non per essere letti da filosofi. L'oratore si mette in intima comunione con la folla e sa evocare le immagini che la seducono.
Le affermazioni sono fatte in modo così autoritario, che vengono accettate a causa del tono che le accompagna. E normalmente queste suggestioni non sono accompagnate da argomenti o prove logiche, esse sono cacciate dentro quali verità lampanti, e sono cristallizzate in epigrammi ed assiomi, che vengono accettati per veri, in conseguenza della apparente arguzia, senza che nessuno pensi ad analizzarli. I sofismi politici e le spiegazioni usuali, appartengono a questa classe.
(*) Abbiamo visto in questi giorni pre-elettorali italiani, alcuni seguaci del "nuovo unto dal signore", in piazza, dove lui parlava, osannarlo con uno striscione, dove stava scritto "BERLUSCONI Santo Subito!!".(foto immortalata dal Corriere della Sera del 1° aprile, 2006). ( Che blasfemia !!! ) Ma non è un po' troppo?).Ma "quello" è capace di crederci per davvero e di lasciare ai posteri il "nuovo vangelo" (ma ho i miei dubbi, la Storia non l'ha scritta mai un settantenne, a questa età resta solo la megalomania senile di chi credeva di poter fare molto ma alla fine non lascia nessuna traccia nella Storia.
sabato 5 febbraio 2011
Mino Lezzi
Sono daccordo solo in parte con l'analisi fatta da Mino, anzi penso che il berlusconismo sia già un nuovo ventennio entrato nella storia. Molti italiani hanno creduto in lui quando si è candidato entrando nelle nostre case con l'invio dell'opuscolo in cui si ergeva a paladino della famiglia esaltandone i valori,hanno creduto in lui quando appariva sulle tv annunciando la pulizia delle strade dalla prostituzione che degradava le nostre città, annunciando pene severe per clienti, sfruttate e sfruttatori.
Lo hanno creduto quando diceva di aver assicurato la sua protezione ad un eroe come Mangano, hanno creduto in un partito fondato da Dell'Utri condannato per mafia, e si potrebbe continuare all'infinito. Quindi perchè stupirsi se dovessero santificarlo? Anche la chiesa" deve" evitare di condannare i suoi comportamenti asserendo che però "le sue intenzioni sono buone" della serie:
"Fate quel che il prete dice e non fate quel che il prete fa"
Fabio Perrone
lunedì 24 gennaio 2011 12.35
Nino Lezzi
Che fine fanno i FAS?
I fondi per il Sud? Alla scuola della moglie di Bossi. Lo sperpero denunciato da un paio di deputati. Campania e Puglia, Regioni “sprecone” per usare eufemisticamente un’espressione del leghista con manifeste simpatie neo-nazionalsocialiste Borghezio, allora, forse, sarebbe bene che le risorse Fas (Fondi per le aree sottosviluppate) continuino a viaggiare in silenzio in direzione univoca verso il settentrione? Senza proteste, sia che si tratti di quote latte o di improbabili scuole padane quando non della ristrutturazione di pollai di inizio secolo? Qualche voce di protesta si leva ancora. ''E' davvero paradossale lo spettacolo offerto oggi dalla fantomatica Libera scuola dei popoli padani guidata dalla moglie di Umberto Bossi e finanziata con 800mila euro provenienti dal Fondo aree sottoutilizzate – dice all’Asca il deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Sergio D’Antoni -. La Lega pretende di dare lezioni sulla scuola, ma ancora una volta si mette in cattedra coi soldi del Sud''. I fondi stanziati dalla Commissione Bilancio del Senato in favore della scuola Bosina, o Libera Scuola dei Popoli Padani fondata nel 1998 da Manuela Marrone non raccolgono molte altre critiche. Ma ''nel merito - avverte almeno D'Antoni - siamo di fronte a un sistema che dequalifica l'offerta formativa, chiude gli orizzonti agli studenti e allenta gli stessi cardini dell'Unità nazionale. E quanto al metodo c'è solo da rilevare ancora una volta la faccia tosta di chi condanna i furbi solo a parole, facendo parte della categoria a pieno titolo. Alla scuola Bosina tutte le classi sono composte da un massimo di 15 alunni. (30 nella scuola pubblica) L’ultima novità: è stata approvata, per il servizio mensa, l’introduzione, una volta al mese, di un piatto della cucina tipica varesina. Isole felici, insomma. Un drammatico segno dei tempi, quote latte docet''.
domenica 12 dicembre 2010 3.44
Caro Fabio, con la tua fantasia riesci continuamente a far ridere la gente. La tua mancanza si sente,la tua simpatia non tramonta mai... Saluti Luca Carrozzo
sabato 6 novembre 2010
UN CALCIO...ALLA SPERANZA
"Alla radice di tutto c'è che i ragazzi devono divertirsi giocando a
calcio" ( Johann Cruijff )
GIUDICHIAMO SOLO I FATTI
E' passato più di un mese, era il 28 settembre, da quando abbiamo dato notizia sulla vicenda " campo di calcetto-casa canonica a Salve ", stiamo parlando della zona a sud della caserma dei carabinieri di Salve. In quell'articolo abbiamo evidenziato le anomalie per quella struttura. Ora a distanza di tanto tempo dobbiamo registrare che tutto è rimasto come prima, anzi qualcosa è cambiato: stranamente dopo 3 giorni in cui abbiamo sollevato il caso, qualcuno ha provveduto a mettere dei paletti come recinzione dello stesso terreno ( la foto che vediamo ci dà l'esatta situazione al momento ). A questo intervento ( peraltro discutibile per modalità e per tecnica ) che faceva presagire un inizio finalmente dei lavori di completamento secondo tutte le regole, è seguito invece in tutte queste settimane trascorse un assoluto silenzio. Nel nostro precedente articolo abbiamo detto che avremmo seguito con attenzione l'evolversi dei...fatti. I fatti in questo momento ci dicono che qualcuno sta prendendo in giro i ragazzi salvesi. Si stanno prendendo gioco di loro, che invece chiedono una sola cosa: giocare ed essere felici in quel campetto di calcio. La situazione poi nel nostro paese è questa: ragazzi che continuano a giocare a pallone per strada ( come avveniva tantissimi anni fa ) oppure all'interno di Piazza Matteotti ( villetta comunale di Via Roma ). Allora adesso basta, fuori le responsabilità. Vogliamo sapere, è vero che vi erano a disposizione 150.000 euro per strutture sportive previste all'interno del complesso della casa canonica? ( un polo sportivo previsto con campo di calcetto, spogliatoi ed altro ancora per l'attività sportiva ). Questi soldi ci sono ancora, si sono persi per strada per gravi responsabilità o sono stati utilizzati in altro modo?Noi pretendiamo delle risposte, a tutela dei ragazzi che non possono crescere diffidando sin da ora di adulti che li prendono in giro, di persone che continuano a predicare bene e a ad avere invece comportamenti da imbroglioni senza nessun ritegno. Claudio Martella
Inviato da Tonino Colaianni il 06/10/2010
venerdì 27 agosto 2010 9.43
Lo scempio dell’uomo e della Natura
Sono nato in questa terra un tempo incantevole e incontaminata, anche se vivo altrove, come tanti salvesi, per motivi di lavoro.Tornare qui significa ritrovare le proprie radici, il tempo dell’ infanzia e della giovinezza che ci illudiamo di far rivivere nostalgicamente a dispetto dei tanti cambiamenti avvenuti. Un tempo Pescoluse somigliava molto a un paradiso con la sua bellezza intatta, solitaria e selvaggia, prima dell’avvento del turismo di massa. Oggi appare un luogo deturpato dall’incuria, dallo sfruttamento selvaggio e dalla cupidigia. Ho visto case e complessi edilizi spuntare come funghi per ospitare a caro prezzo orde di turisti ben oltre la capienza della spiaggia. Ho visto dune sventrate per ripascere un nascente stabilimento balneare. Ho visto gente giungere in una porzione di spiaggia "libera" e guardarsi attorno smarrita alla ricerca di un posto nella jungla monocromatica di ombrelloni piantati simmetricamente alle prime luci dell’alba prima di ogni eventuale richiesta di noleggio. Ho visto gente contendersi un palmo di spiaggia fino ad azzuffarsi. Ho visto ampi tratti di litorale quasi inutilizzabili a causa del loro notevole restringimento. Ho visto lo scempio dell’uomo e della Natura. Certo, quest’ultima segue le sue leggi, il suo corso, spesso sollecitata dall’uomo stesso. Non è il caso di addentrarsi in disquisizioni sul cambiamento del clima, l’innalzamento dei mari e l’erosione delle coste. L’uomo, invece, segue la legge del profitto spregiudicato, dell’affarismo sfrenato, dell’interesse esasperato. Altrove, dove la Natura è stata meno benevola e prodiga di bellezze paesaggistiche, l’interesse economico coabita con regole rispettose della tutela dell’ambiente e della convivenza civile. Credo che il mito di Pescoluse, quello costruito negli anni del boom turistico, sia destinato a declinare e forse sarà un bene. So già che molti mi odieranno per questo mentre fanno i debiti scongiuri. Quelli, come me, che hanno avuto il privilegio di vivere l’età d’oro di questi luoghi ne hanno già vissuto il tramonto di fronte alle tante trasformazioni avvenute all’interno di quello che si può definire "sviluppo senza progresso". Nostalgia del passato? Romanticismo anacronistico? Può darsi. Intanto, quando anche l’ultima duna sarà sacrificata all’assalto dei novelli conquistadores del turismo balneare, lo scempio potrà dirsi compiuto. Diceva lo scrittore Giovanni Verga che il progresso è simile a una "fiumana" che finisce per travolgere tutti. Nel suo dispiegarsi, il suo processo appare da lontano grandioso e luminoso ma, visto da vicino, mostra le ombre della meschinità e dell’avidità. Soprattutto esso provoca una lunga schiera di sconfitti: i "vinti" dal progresso. Ma, aggiunge l’autore, i vincitori di oggi saranno a loro volta i vinti di domani. Come dargli torto?
Tonino Colaianni
P.S. Ho visitato il luogo dove qualche anno fa un caro amico si è tolto la vita. E’ un posto suggestivo con vista panoramica che domina dall’alto chilometri di costa. Dopo la tragedia, per alcuni ha assunto anche una connotazione sacrale. Sotto un pino, una piccola stele reca incisa una croce a ricordare il punto esatto del gesto estremo. Ho visto il terreno tutto intorno e gli alberi semidistrutti da un incendio recente; la stele commemorativa annerita dal fuoco e dal fumo. Nelle immediate vicinanze, abbandonati, un cumulo di vecchie piastrelle, un televisore rotto e, poco lontano, una catasta di lamiere di amianto. Anche questo mi sembra emblematico.
Inviato da serena pispico il 06/10/2010
mercoledì 25 agosto 2010 21.58
un saluto da Salve dove si muore di caldo oggi!
Serena Pispico
Inviato da ANNA PANICO il 06/10/2010
Martedì 24 agosto 2010 22.36
Cogliamo l’occasione per un saluto ai nostri cari che vivono a Tricase , ed ai nostri amici di Pescoluse e Torre Pali che incontriamo ogni anno. Lamentiamo però con questa nostra, il disagio crescente tra i bagnanti per il crescente numero di operatori turistici che prendono d’assalto la spiaggia fin dalle prime ore del mattino per accaparrarsi i posti più vicini alla riva. La maggiore affluenza di turisti e il restringimento della spiaggia fanno il resto. Che si dica una volta per tutte che Pescoluse NON è più una spiaggia libera, ci regoleremmo di conseguenza se affittare un appartamento in quel luogo o in altre zone.Ovvio che ci dispiacerebbe molto , sono ormai quasi 20 anni , anche se non consecutivamente che partecipiamo attivamente nel nostro piccolo, anche noi alla crescita economica del posto.Scusate lo sfogo, con questo non vorremmo sembrare dei contestatori, ma troppo belli ed incantevoli sono i ricordi della NOSTRA Pescoluse e del Posto Vecchio di Salve di qualche decennio fa. Quest’anno poi ci è toccato vedere anche ombrelloni piantati sulle dune, uno scempio davvero unico, e a nulla è valsa la nostra protesta verso tali vacanzieri della domenica, imperterriti hanno continuato a crociolarsi al sole e facendosi beffe delle nostre richieste perchè nessun cartello vietava loro di starci....e nemmeno il buonsenso!
Vito ed Anna Panico - Genova
Inviato da testarda 1991 il 06/10/2010
mercoledì 18 agosto 2010 16.57
MI PIACEREBBE tornare a quei tempi non per tornare bambina ma per evitare gli errori da grande
testarda1991
Inviato da claudio martella il 06/10/2010
24 Luglio 2010
Continua l’azione di distruzione delle dune nelle marine di Salve.
Nelle prime ore della giornata del 24 luglio a Pescoluse, marina di Salve, nel tratto dunale tra la "Boteguita" e "La Cicala" è stato provocato uno squarcio alla stac...cionata in legno che protegge il cordone dunale, questo per creare un ulteriore passaggio sulle dune. Sono state poi poggiate sul cordone dunale delle pedane in legno.
Vogliamo conoscere gli autori di questo intervento, chi li ha autorizzati, a quale normativa ( chi li ha autorizzati ha fatto riferimento ) e che di fatto provoca un altro danno al delicato sistema dunale delle Marine di Salve.
Questi "Nuovi Barbari" stanno distruggendo un territorio bellissimo e delicato.
Sappiano che devono smetterla di sentirsi impuniti e che ci sono delle regole e delle leggi da rispettare. Tutti i cittadini non tollereranno più sin da ora questa continua mancanza di rispetto verso il territorio di Salva e verso tutti quelli che lo abitano.Mostra tutto
C. Martella


Inviato da Mino Lezzi il 10/02/2010
Salve a tutti. Io scrivo di rado su questo sito e quando mi capita, lo faccio pi? per attirare l?attenzione su alcuni problemi che per elogiare una terra, la quale non ha, anzi non dovrebbe avere, bisogno di elogi. Tutti riconoscono la bellezza delle spiagge e del territorio in generale, ma alla stessa maniera tutti noi salvesi conosciamo la questione annosa (e coesistiamo con essa) che deturpa i nostri occhi, i nostri cuori e ancor di pi? l?ambiente in cui viviamo. Per spiegare meglio ci? che voglio dire, allego alcune foto, le quali sono pi? esplicite che diecimila parole. Pneumatici di ogni misura e rifiuti di ogni genere gettati in un luogo ( sternali ) adiacente al quartiere ove ? situato l?ex opificio Pedaci, in cui abita tanta gente e dove ? situata persino una cappella dedicata alla madonna. Una delle foto invece concerne il ciglio di una strada (via delle Gnizze) con media intensit? di circolazione. Questa porta in varie localit? importanti del feudo di Salve, sia ricettive sia archeologiche e collega Salve a Ugento. Ogni giorno la via delle Gnizze ? itinerario di un certo numero di persone che si recano nei luoghi sopra citati e molte di esse si sono rivolte (a ragione) a noi del circolo Legambiente ?giglio delle dune?, avvisandoci e lamentandosi dell?accaduto. Hanno fatto bene. Cosa possiamo fare noi? Abbiamo organizzato decine di giornate ecologiche, alle quali hanno partecipato, oltre ai soci di Legambiente e ai cacciatori, pochi amministratori e pochissimi cittadini; feste dell?albero dove i soliti noti hanno dovuto piantare e curare gli alberi; inoltrato numerosi esposti agli organi competenti; abbiamo contattato le ditte che trattano quella tipologia commerciale e, a ragione, hanno risposto che loro si attengono alla legge.(!?) Ci manca di fare i gendarmi e di vigilare il territorio giorno e notte?
Io penso che sia arrivato il momento della maturit? e quindi che ognuno di noi si assuma la responsabilit? di rispettare la legge prima di tutto e di conseguenza il territorio. E? un peccato sputare nel piatto in cui si mangia! E? abominevole decantare con la bocca la bellezza del territorio e con le mani deturparlo e ornarlo di sozzura. Le autorit? sono continuamente beffate da questi ?stoici? maleducati, inoltre, ad aggravare il tutto, non posseggono ulteriori fondi per sanare la questione. A mio avviso bisogna aiutare le autorit? a risolvere in modo definitivo il problema: segnaliamo alle forze dell?ordine i colpevoli, chiunque essi siano, e speriamo che alla fine si arrivi a concepire tutto quanto il feudo salvese come il giardino di ogni nostra abitazione.
P.S. Non voglio creare polemica e mi dispiacerebbe se le foto pubblicate suscitassero il fastidio di chi ?ama? il Salento ?oltremodo?. Tanti saluti. Mino Lezzi
Inviato da Massimiliano Romano il 09/02/2010
Complimenti per il sito!
A proposito, con molto piacere ho scoperto che nella foto della Festa degli alberi del 1955 di G. Montinari c'? mio nonno paterno, Nicola Romano (che non ho mai avuto l'onore di conoscere giacch? ? deceduto prima del mio arrivo in questo mondo): ? il signore a sinistra con la coppola e le mani in tasca!...che emozione!!!
Grazie.
Massimiliano Romano
Inviato da Riccardo P. il 03/01/2010
ei .. sai c'aggiu cappatu?
Stava sutta lu comune , merene scrittu allu torneo de ping pong; perse doi vinta 1 nsomma mannu cacciatu ... Ci te fruntu!? lu Claudiu Martella , e cusi ci faci ci no faci ... simu sciuti retu .. ma perecchio. quannu l'Ariston organizzava mostre, tornei e veglioni ! cape de stozze ! e quantu tempu e passatu!....
Va b? no divagamu ... lu Claudio cumincia che me dice: su Feisbuc aggiu trovatu quistu e poi stotru e poi ... puru chiru pampasciune de cucinata ... e ca sa c'ha fatto?
E iue: .... ci boi cu ne sacciu ... chiru ne cummina una reto l'otra ca ,secunnu mie, Mesciu Nino ancora li tira qualche manu mersa.
E poi Feisbuc ma comu conti? ...puru tie si nfasalutu!
pareddu nu picca cuiune sa vutu sentire (nel senso buono , sai le parolacce dette "indialetto" hanno sempre un sapore amichevole) .... e come cu se ripia picca picca ma ditto: None, none ha fattu nu situ e a cote nu saccu de foto vecchie va ... va va vidi c'ha cumminatu secunnu mie ci si puru tie!
Va be ? spicciata da!
Osci stava alla fatica , ma quannnu dici ca no te codda ..no codda, e su sciutu bisciu stu situ ... na!!! e no mboi cha varda qua varda da .. aggiu trovata na foto ndu ci su puru ieu... sine hai capito qual'? .. chira a dunca c'? chiru scurciato de fravata ca sta scemiscia.
nsomma tutta sta tiritera cu te dicu ca tai murtalatu !!! me piaciuto ( no perch? nci su puru ieu capimene)!! e.. ca ... no me la cridia proprio...!! Me cucinu ... mo statte bono!! ieu no sto su feisbuc ma su skype! ci sape magari puru nci si.
mo te dicu laccount meu ( xxxxxxxxxx.xxx)
lu signore cu te bunna comu l'acqua de lu mare!!
ciao pampasciune
Riccardo P.